Il canottaggio moderno nasce nell’Inghilterra del 1600, quando le acque del Tamigi si riempiono di vogatori. Le radici di questo sport, però, sono molto più antiche e si mescolano con il desiderio degli uomini di navigare tra le acque e di sfidarsi a suo di remate.

Pur non godendo della visibilità di sport più presenti sui mezzi di comunicazione, il canottaggio è una delle discipline più amate e apprezzate, anche da chi non la pratica. Pochi, però, conoscono le sue origini e le sue tradizioni. Eppure, la storia del canottaggio si compone di pagine davvero uniche ed eccezionali, che meritano di essere scoperte, seppur brevemente.

Agli albori del canottaggio: le sfide in mare dell’antichità

Poter attraversare i mari, i fiumi, i laghi e tutti gli specchi d’acqua è sempre stato un desiderio ancestrale dell’uomo. Un invito, una sfida, una scommessa. Dapprima, lo ha fatto a nuoto, come fosse una battaglia corpo a corpo. Poi, probabilmente prendendo spunto dal galleggiare dei tronchi di legno, ha cominciato a costruire imbarcazioni sempre più sofisticate e a remare per spingerle lontano. Le prime attestazioni di queste rudimentali canoe risalgono a più di duemila anni prima di Cristo e sono testimoniate da alcuni geroglifici dell’Antico Egitto (epoca dei faraoni). Si può dire, quindi, che il canottaggio come sport è figlio di quel bisogno primordiale dell’essere umano di spingersi oltre i propri limiti, di dominare l’acqua, unito ad un innato desiderio di competizione. Il primo racconto di una gara tra barche porta l’illustre firma di Virgilio, che nell’Eneide narra di una sfida indetta da Enea per commemorare la morte del padre Anchise. Più tardi, in epoca romana, gli imperatori I secolo d.C. presero l’abitudine di far organizzare le cosiddette neumachie, imponenti battaglie navali a cui partecipavano centinaia di uomini. Più recente ma certificata dalle cronache dell’epoca è invece la regata di Venezia, organizzata per la prima volta nel 1315 e celebrata ancora oggi.

Fisico da canottiere

La nascita del canottaggio moderno in Inghilterra

Per veder nascere il canottaggio nell’accezione moderna, però, bisogna attendere il 1600 e spostarsi in Inghilterra. A Londra, lungo il Tamigi, si moltiplicano i vogatori che segnano la progressiva nascita di questo nuovo sport. Le prime scuole di canottaggio, però, arrivano solo nel 1800, così come le prime regate sportive. Le più celebri, ancora oggi, sono senza dubbio la Boat Race, che vede la contrapposizione tra le storiche università di Cambridge e Oxford, con in acqua gli stessi studenti, e la Royal Henley Regatta.

L’arrivo del canottaggio in Italia e il successo internazionale

Oltre l’Inghilterra, è in Italia che il canottaggio prende piede in modo deciso, sempre a partire dal 1800. Nel 1861, a Firenze, nasce la prima società di canottaggio italiana, la Canottieri Limite. La seguono a ruota molte altre società, concentrate soprattutto in Piemonte: Eridano, Esperia, Cerea, Armida (tutte torinesi). Il fiume Po, infatti, si rivela particolarmente amato dai canottieri. Anche il resto del mondo segue l’esempio di Regno Unito e Italia e il canottaggio si avvia a grandi passi verso la sua consacrazione olimpica. Nel 1892 viene fondata la Federazione Internazionale (FISA) e nel 1900 il canottaggio diventa una delle discipline ammessa ai Giochi della II Olimpiade dell’era moderna. In realtà, gare di canottaggio si sarebbe dovute disputare anche durante la I edizione dei giochi, nel 1896, ma furono fermate dal maltempo che colpì Atene. Dal 1900 in poi, però, i canottieri non hanno mai saltato un’Olimpiade, conquistandosi nel tempo un ruolo di primo piano. Le gare di canottaggio, infatti, sono tra le più seguite dal pubblico.

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