La storia del canottaggio italiano alle Olimpiadi è ricca di medaglie e di ricordi fantastici. A partire dall’edizione di Londra 1908, gli atleti italiani si sono distinti per forza e costanza, raggiungendo traguardi importanti per uno sport che può contare su un bacino piuttosto ristretto di praticanti.

Non si può parlare della storia del canottaggio italiano alle olimpiadi senza partire da un momento iconico, impresso nella memoria di tutti gli amanti dello sport: la telecronaca appassionata e ruggente con cui Giampiero Galeazzi celebrò l’oro dei fratelli Abbagnale a Seoul 1988. Quel potente “andiamo a vincere” è diventato un marchio di fabbrica ma soprattutto l’eco della forza e della tenacia di un’intera federazione sportiva. Il canottaggio fa parte dei cosiddetti sport minori, cioè quelli che godono di una popolarità e di una visibilità mediatica piuttosto limitate. Eppure, ogni quattro anni, sul palcoscenico sportivo più importante del mondo, è capace di attirare su di sé la luce dei riflettori, facendo gioire e disperare gli appassionati, gli amatori ma anche gli improvvisati atleti da divano.

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Le barche italiane alle Olimpiadi: 110 anni di successi

Il movimento italiano del canottaggio ha presenziato le Olimpiadi dell’era moderna a partire dal 1908, anno dei Giochi di Londra, a cui prese parte il pisano Igino Ciabatti nel singolo. Da allora, per oltre 110 anni e 25 edizioni, gli atleti azzurri non hanno mai mancato l’appuntamento. E in ben 20 occasioni si sono portati a casa almeno una medaglia. In totale, i riconoscimenti sono stati 41: 11 ori, 14 argenti e 16 bronzi. A rimanere a secco sono state solo le edizioni di Londra 1908, Helsinki 1952, Monaco 1972, Montreal 1976, Mosca 1980. Gli appuntamenti con il bottino più ricco, invece, sono stati due, entrambe con 4 medaglie: Londra 1948 (1 oro, 1 argento e 2 bronzi) e Sidney 2000 (1 oro, 2 argenti e 1 bronzo). Se si contano però solo il numero degli ori, a splendere sono i già citati Giochi Olimpici di Seoul, durante i quali le barche azzurre si sono portate a casa bene 2 primi posti (e il secondo posto generale nel medagliere di disciplina): il quattro di coppia e il due con.

Le stelle olimpiche del canottaggio made in Italy

Il boom dorato di Seul ’88 ha una firma speciale, composta da un cognome e da almeno tre nomi. Il cognome è un pezzo di storia dello sport italiano: Abbagnale. E anche i nomi non scherzano: Carmine, Giuseppe e Agostino. I tre fratelli campani, infatti, sono stati i trascinatori della squadra azzurra in terra asiatica: Carmine e Giuseppe facendo volare il due con, Agostino trainando il quattro di coppia. Al di là delle punte di diamante, però, la storia dell’Italia remiera alle Olimpiadi può contare su un lungo elenco di atleti partecipanti: ben 346, di cui 119 medagliati. Il portabandiera è, neanche a dirlo, Agostino Abbagnale, che può vantare ben 3 medaglie d’oro, conquistate nell’arco di 3 edizioni, dal 1988 al 2000. Solo Rossano Galtarossa ha vinto più medaglie di lui, cioè 4 in altrettante edizioni, di cui 1 oro (2000), 1 argento (2008) e 2 bronzi (1992 e 2004). 2 ori (1984 e 1988) e 1 argento (1992), invece, per gli altri due fratelli Abbagnale, Carmine e Giuseppe, e per Giuseppe di Capua. Chiude il ristretto gruppo degli atleti che possono vantare 2 ori Davide Tizzano (1988 e 1992).

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