Il canottaggio è uno sport estremamente inclusivo, che può essere praticato a qualsiasi età e anche da donne e uomini con disabilità fisiche o mentali. Non a caso, da oltre 10 anni, il pararowing, cioè il canottaggio adattato per persone con disabilità, è entrato a far parte del programma delle Olimpiadi ed ha portato all’Italia importanti soddisfazioni agonistiche. Un buon motivo per conoscere meglio questa disciplina.
Sommario
Cos’è il pararowing
Pararowing è il termine ufficiale con cui, a partire dal 2012, vengono indicate le gare di canottaggio a cui prendono parte atleti con disabilità fisiche o mentali. Prima del 2012, questa disciplina era conosciuta anche come canottaggio adattato, una locuzione che mirava a sottolineare come, in presenza di un atleta disabile, l’equipaggiamento del rowing si modellasse sulle sue caratteristiche per consentirgli comunque di competere. Nel linguaggio comune, si parla anche di para-canottaggio o canottaggio paralimpico, visto che ormai è entrato a far parte del programma delle Olimpiadi.
Le categorie del canottaggio adattato
Il pararowing è organizzato in categorie che si differenziano per il tipo di equipaggiamento e soprattutto per la tipologia di disabilità degli atleti che prendono parte alle gare. Sotto il profilo delle imbarcazioni, l’unica distinzione è quella tipica del canottaggio in generale, che divide tra barche di punta (in cui ogni vogatore impugna un solo remo) e barche di coppia (in cui il vogatore impugna due remi). Dal punto di vista della disabilità, invece, le categorie sono 3:
- PR1 – Pararowing 1: comprende gli atleti con arti inferiori e tronco paralizzati e che quindi possono vogare utilizzando solo spalle e bracci;
- PR2 – Pararowing 2: comprende gli atleti con immobilità degli arti inferiori, che remano spingendo con tronco e braccia;
- PR3 – Pararowing 3: comprende gli atleti che possono utilizzare sia gambe, che tronco e braccia ma sono affetti da altre disabilità fisiche (come la cecità) o da disabilità mentali.
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Il para-canottaggio come sport olimpico
L’introduzione ufficiale del canottaggio adattato all’interno del programma olimpico è avvenuto nel 2005 e l’esordio degli atleti si è verificato in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino nel 2008.
Attualmente, sono 5 le specialità di pararowing presenti alle Olimpiadi:
- PR1 – Singolo femminile
- PR1 – Singolo maschile
- PR2 – Doppio misto
- PR3 – Quattro con misto;
- PR3 – Doppio misto
A partire dal 2016, tutte le gare vengono corse sulla distanza di 2000 metri, mentre precedentemente venivano disputate sui 1000 metri.
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Le regole del canottaggio paralimpico
Dal punto di vista agonistico, le gare di pararowing non hanno regole differenti rispetto a quelle destinate ad atleti normodotati. Le uniche norme specifiche sono quelle che disciplinano con esattezza la formazione degli equipaggi, per garantire l’equilibrio della competizione a fronte di atleti con disabilità diverse, e quelle che attengono alle modalità di partenza, che prevedono accorgimenti ad hoc (con comandi verbali) per gli atleti non vedenti.
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