Il canottaggio ha fatto il suo esordio alle Olimpiadi nel 1900, a Parigi, dopo lo sfortunato annullamento delle gare previste per Atene 1896. Edizione dopo edizione, il programma olimpico della disciplina si è trasformato, aprendosi alle donne e modificando alcuni aspetti delle gare. A rimanere costante, però, è stato l’affetto del pubblico.
L’appuntamento con i Giochi Olimpici di Parigi 2024 si avvicina a grandi passi e il canottaggio sarà sicuramente tra i protagonisti, come avviene da oltre 120 anni. L’occasione è quindi ghiotta per ripercorrere velocemente la storia del canottaggio alle Olimpiadi, scoprendo aneddoti, evoluzioni e campioni che ne hanno segnato la storia.
Sommario
Il canottaggio alle Olimpiadi
Il canottaggio è uno degli sport più antichi e amati al mondo e la sua presenza ai Giochi Olimpici ha radici profonde, databili all’inizio del XX secolo. Le prime competizioni di canottaggio di cui si ha notizia, però, sono ancora precedenti e risalgono al 1715, organizzate sul Tamigi, a Londra. Nel XIX secolo, poi, il canottaggio si è diffuso rapidamente in Europa e nel Nord America, con la nascita di numerosi club e competizioni prestigiose. La Fédération Internationale des Sociétés d’Aviron (FISA), fondata nel 1892, è la federazione internazionale che governa questo sport e ha giocato un ruolo cruciale nel portare il canottaggio ai Giochi Olimpici.
Nel 1896, quando si organizzarono i primi Giochi Olimpici dell’era moderna, ad Atene, il canottaggio fu inserito in programma. Le cattive condizioni meteo, però, impedirono lo svolgimento delle gare. L’esordio ufficiale del canottaggio alle olimpiadi, quindi, avvenne quattro anni dopo, nel 1900, a Parigi.
Scopri il calendario completo delle gare di canottaggio ai Giochi Olimpici di Parigi 2024
Struttura e tipologia delle gare olimpiche di canottaggio
Le gare di canottaggio alle Olimpiadi sono suddivise principalmente in due categorie: sculling e sweep. La differenza fondamentale tra le due discipline risiede nella tecnica di voga. Nello sculling, ogni atleta ha due remi, uno in ciascuna mano. Nello sweep, invece, ogni atleta utilizza un solo remo, manovrato con entrambe le mani.
Ecco una panoramica dettagliata delle varie specialità.
Gare di sculling:
- Singolo (1x). Ogni vogatore utilizza due remi, uno per mano. Questa è una delle discipline più tecniche, dove la forza e la resistenza individuali sono fondamentali.
- Due di coppia (2x). Due vogatori, ciascuno con due remi. Richiede una perfetta sincronizzazione tra i membri dell’equipaggio.
- Quattro di coppia (4x). Quattro vogatori, ciascuno con due remi. È una delle gare più veloci e spettacolari.
Gare di sweep:
- Due senza (2-). Due vogatori, ciascuno con un remo. Questa specialità non prevede la presenza di un timoniere, aumentando la difficoltà nel mantenere la direzione.
- Quattro senza (4-). Quattro vogatori con un remo ciascuno, senza timoniere. Richiede un’elevata coordinazione e potenza.
- Otto con timoniere (8+). Otto vogatori con un remo ciascuno e un timoniere che dirige e motiva l’equipaggio. È considerata la “regina” delle competizioni di canottaggio per la sua velocità e spettacolarità.
Tutte queste specialità vengono disputate sia al maschile che al femminile. Inoltre, per il due di coppia è prevista anche la categoria dei pesi leggeri (dal 1996).
Glossario minimo del canottaggio
Evoluzione del programma olimpico del canottaggio
Ovviamente, nell’arco di oltre un secolo, nel canottaggio olimpico ci sono state molte novità. A partire dalla distanza percorsa dalle imbarcazioni in gara, che fino a Stoccolma 1912 fu di 1000 metri per poi passare a 2000 metri (confermata fino ad oggi). Per circa 80 anni, poi, il canottaggio olimpico fu esclusivamente maschile. Le gare femminili si ebbero a partire dall’edizione di Montreal 1976 e fino a Barcellona 1992 furono disputate sulla distanza dei 1000 metri, per poi essere equiparate a quelle maschili (2000 metri). Altra importante innovazione fu introdotta a Melbourne 1956, quando si decise di disputare le gare con sei equipaggi in acqua, invece che solo tre o quattro.
Il medagliere olimpico del canottaggio
Il medagliere del canottaggio alle Olimpiadi riflette la straordinaria competitività di vari paesi in questa disciplina. Fin dal debutto olimpico nel 1900, gli Stati Uniti e la Germania hanno spesso dominato le gare, seguiti dalla Gran Bretagna. L’Italia ha ottenuto numerosi successi, grazie a leggende come i fratelli Abbagnale e altri campioni che hanno contribuito a un totale di 41 medaglie, di cui 11 ori (9° posto nel medagliere complessivo, aggiornato a Tokyo 2020). Merita una menzione anche la Romania (terza nel medagliere, se si accorpano i titoli di Germania e Germania dell’est), che ha brillato soprattutto nelle competizioni femminili (17 ori sui 20 totali). Parando dei singoli, sono due i nomi che svettano: quelli di Steve Redgrave (Gran Bretagna) ed Elisabeta Lipă (Romania), vere icone del canottaggio olimpico. Redgrave, infatti, è statao vincitore di cinque ori e Lipă di sei medaglie, di cui cinque ori.
Leggi di più sulla storia del canottaggio italiano alle Olimpiadi

